Come sei immigrati italiani del South Bronx hanno scolpito alcune delle sculture più iconiche della nazione

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Quando i fratelli Piccirilli arrivarono dall’Italia a New York nel 1888, portarono con loro un’abilità, un’arte ed una passione per lo scolpire la pietra, senza eguali negli Stati Uniti. Nel loro studio al 467 East della 142a strada, nella Mott Haven Section del Bronx, i fratelli trasformarono enormi lastre di marmo in alcune delle più significative icone nazionali, incluso il frontone del Senato del Capitol Building e la statua di Abramo Lincoln che si trova nel Lincoln Memorial nella National Mall.

I Piccirilli non solo hanno contribuito ad immortalare la storia nazionale su pietra ma hanno anche lasciato un segno indelebile su New York. Hanno lavorato a centinaia di commissioni all’interno dei cinque distretti, tra cui le undici figure nel frontone della borsa di New York, “i quattro continenti” che adornano la Custom House di Bowling Green, i due maestosi leoni che fanno da guardia alla biblioteca pubblica di New York, entrambe le statue di George Washington per l’arco a Washington Square, e oltre 500 sculture individuali alla Riverside Church.

Tutti e sei i fratelli – Attilio, Ferruccio, Furio, Getulio, Masaniello, e Orazio – nacquero a Massa, in Toscana, vicino alle famose cave di marmo di Carrara, dove loro padre, Giuseppe, era un maestro scultore. Giuseppe insegnò il mestiere a tutti e sei i suoi figli, Attilio e Furio poi continuarono i loro studi all’Accademia di Belle Arti a Roma. Fortunatamente per loro, i Piccirilli arrivarono a New York al fiorire del City Beautiful Movement (1890 – 1920) un modello di pianificazione urbana che ambiva ad una rinascita morale e sociale attraverso l’ispirazione dell’architettura civica. I monumenti appartenenti al movimento sono stati scolpiti con il sistema perfezionato dai Piccirilli.

Albert Ten Eyck, ex curatore di scultura al Met, ha spiegato che “con l’arrivo dei Piccirilli, non è stato più necessario per gli scultori Americani andare in Italia per vedere le loro opere trasformate in marmo. In realtà era del tutto inutile che uno scultore sapesse qualcosa sul taglio della pietra in quanto ad alcuni bastava modellare l’argilla, e farsi completare tutti i propri lavori in pietra dai Piccirilli”.

Lo scultore Daniel Chester French aveva questo tipo di relazione con i Piccirilli. La statua francese di Abramo Lincoln, per il Lincoln Memorial, era forse la scultura più celebre dei fratelli, ma questo fu solo uno dei tanti progetti che eseguirono. Dopo aver incontrato i Piccirilli, French ingaggiò i fratelli per tutte le sue successive opere in marmo tranne due. Ma egli non era l’unico.

Per soddisfare la forte richiesta i fratelli fondarono il più grande studio di scultura del paese e furono “conosciuti da costa a costa in tutte le grandi città, ovunque si riunissero architetti e scultori“. Dal loro studio nel Bronx uscivano capolavori di marmo così finemente lavorati, che l’American Magazine of Art ebbe a scrivere nel 1921 che il lavoro dei fratelli “celebra il legame naturale tra arte e artigianato. Ci hanno portato dalla loro terra natale tutta l’arte, l’artigianato, la scienza e la tecnica per liberare l’angelo dalla pietra“.

Ciascuno di loro vinse numerosi riconoscimenti per i propri lavori: Orazio, Attilio e Furio ricevettero individualmente il premio commemorativo Ellin P. Speyer dalla National Academy of Design; Getulio venne premiato per aver scolpito il frontone della Borsa di New York a soli 18 anni; e Attilio, che divenne il più famoso tra i fratelli, fu incaricato non solo di scolpire ma anche di progettare numerose sculture di New York, tra cui Il Fireman’s Memorial sulla Riverside Drive, il Maine Memorial al Columbus Circle, e la Youth Leading Industry al Rockefeller Center.

I Piccirilli vedevano ogni singolo riconoscimento come un premio condiviso. Art Digest riportò nel 1935 che i fratelli usavano sempre “noi” quando si riferivano al loro lavoro, a causa del loro “stretto ed efficace” lavoro di squadra. Quel cameratismo rispecchiava il modo in cui lavoravano: i fratelli erano noti per la loro abitudine di cantare in modo improvvisato mentre scolpivano, e Attilio spesso cucinava il pranzo per l’intera officina lavorativa.

Nel 1944, lo stesso Fiorello LaGuardia evidenziò la cordialità dei Piccirilli. Riguardo al suo amico personale Attilio, LaGuardia scrisse, “è l’uomo più modesto che sia mai esistito…Non l’ho mai sentito criticare un altro artista. Gli ho insegnato a ridere 35 anni fa. Non abbiamo mai smesso da allora.”

I Piccirilli hanno accolto il mondo intero nella loro gioiosa atmosfera, ospitando centinaia di visitatori nel loro studio sulla 142a strada, inclusi Teddy Roosevelt, William Howard Taft, e Woodrow Wilson, ma il mondo non fu a sua volta sempre così accogliente.

I fratelli affrontarono un sentimento ostile agli immigrati anche mentre lavoravano alla realizzazione di alcune sculture tra le più patriottiche degli Stati Uniti. Per esempio, l’Art Commission of Virginia rifiutò gli schizzi di Attilio di un busto raffigurante Thomas Jefferson, aggiungendo che il nome Piccirilli non sarebbe stato bene accetto in Virginia. Analogamente, la Lincoln Memorial Commission respinse il suggerimento di Daniel Chester French di avere “Piccirilli” inscritto sul piedistallo del Lincoln Memorial.

In effetti era insolito che il nome Piccirilli venisse usato come firma. I fratelli spesso lavoravano nell’anonimato, e poiché la scultura figurativa classica perse importanza in favore di stili più moderni negli anni ’20 e ’30, il loro rapporto con i monumenti della città svanì nella memoria. Negli anni ’40, un critico d’arte suggerì addirittura che le sculture di bronzo in cima al Monumento del Maine venissero fuse per lo sforzo bellico.

Quando Orazio, l’ultimo sopravvissuto tra i fratelli Piccirilli, morì nel 1954, il Washington Evening Star rifletté sul contributo che i fratelli avevano dato all’arte americana osservando che “anche le persone che non li hanno mai sentire nominare, hanno motivo di essere grate per il loro lavoro.”

Nel XXI secolo i newyorkesi, per ringraziarli del loro lavoro, hanno voluto riconoscere le fatiche compiute ed onorare i fratelli Piccirilli. La East 142nd Street tra Brook e Willis Avenue è stata ribattezzata Piccirilli Place il 25 marzo 2004.

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